DIVERSITA’ : UNA RICCHEZZA NEL MONDO !

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Prof.ssa Maria Teresa Mazzullo

“Diverso è un concetto, una teoria, una cosa che in realtà non esiste come una formula che non si può applicare. Una formula che però è nascosta negli occhi delle persone e non si può leggere nei libri.”

Pedroni Sofia  (3G)

Durante la settimana alternativa si è svolto il progetto Kairos a cura della Prof.ssa  Mazzullo Maria Teresa.

Per avere maggiori informazioni sull’argomento abbiamo deciso di intervistarla.

Lei è stata molto disponibile nei nostri confronti e ha risposto a tutte le domande in modo completo.

Ha iniziato affermando che la parola “kairos” deriva dal greco e significa “gioire e rallegrarsi”.

Poi ha espresso la sua opinione sul progetto dicendo che,  a suo parere, parlare della diversità nelle scuole è  molto istruttivo per noi ragazzi che siamo le menti del futuro.

Successivamente alla domanda “se la diversità è importante da far conoscere ai giovani” ha risposto che “la diversità” è negli occhi di chi guarda e solo chi guarda può capire i pregi degli altri”.

Infine ha aggiunto che questo progetto dovrebbe essere riproposto ogni anno e noi siamo d’accordo con lei!

Andrea Gheffe, Stefan Ninic e Luca Spada

 

Laboratorio di Disegno anamorfico A

Il laboratorio di cui oggi ci occupiamo ha come titolo Disegno anamorfico.
Disegno anamorfico… un nome decisamente strano!
Riguarda forse il mistero dei Templari?
O forse qualche oscuro rito magico celtico?
Chiediamolo ad uno dei due insegnanti che l’hanno proposto, il prof. Giancarlo Ciscato di Arte e immagine (l’altro è il prof. Ugo Lamonato).
“Professore, ci può spiegare in parole semplici cosa si intende per Disegno anamorfico?”
“Certamente, il disegno anamorfico è una rappresentazione distorta di un oggetto sul piano orizzontale, tale che, con un l’osservatore posto in un punto preciso…”
“Professore, in parole semplici…! I nostri lettori devono capire senza dover aprire enciclopedie.”
“Avete ragione.
Allora diciamola così: è un sistema per disegnare un oggetto in modo che, osservato da un certo punto di vista, questo sembra uscire dal foglio ed acquistare tre dimensioni.”
“Sta scherzando?”
“No,no, ecco un esempio.”
Il professore ci mostra alla LIM una foto di quello che sembra un cubetto di cemento appoggiato su un foglio.
“Cosa vedete?”
Sembra una classica domanda-trabocchetto…
“Un cubo di cemento, giusto?”
“Sbagliato. Quello che vedete fotografato non è altro che questo disegno…” e ci pone davanti uno strano disegno di un solido distorto, una specie di assonometria ma tutta sbagliata.
“Questo disegno, ripreso da un certo punto di vista, produce l’illusione ottica che vedete nella fotografia.”

CiLab2 guardiamo in giro e vediamo i ragazzi che stanno disegnando vari oggetti, una mela, una piramide, un cubo, un rametto, un albero ed addirittura un serpente.
Osservando meglio vediamo che questi oggetti li stanno riproducendo distorti, allungati ed allargati in alto.
Chiediamo al professore:
“Come fanno a capire se stanno lavorando l’oggetto correttamente?”
“Si deve osservarlo ogni tanto con una macchina fotografica per vedere se l’illusione sta riuscendo; infatti non vi ho detto che l’effetto migliore lo si ottiene in fotografia, riprendendo l’oggetto dal giusto punto di vista.
Guardando normalmente il disegno, anche se lo incliniamo, non si avrà il giusto effetto perché la nostra vista bioculare “non si fa imbrogliare”.”
Infatti vediamo che i ragazzi hanno telefonini e tablet ed ogni tanto inquadrano il disegno per vedere come sta venendo. Veramente interessante.
Alcuni lavori stanno venendo proprio bene, altri Lab1magari un po’ meno ma l’impegno e la concentrazione sono generali.
Ultima domanda al professore:
“Come le è venuta in mente l’idea di proporre questo laboratorio?”
“Beh, ho avuto l’idea vedendo certi incredibili lavori fatti dagli artisti della Street Art su strade e facciate di case, lavori di grandi dimensioni che creano illusioni ottiche fantastiche.
Così ho fatto delle ricerche su questa affascinante tecnica, ho provato io stesso a creare qualche lavoro è mi sono convinto che era possibile proporlo ai ragazzi.
Non ero sicuro del risultato primo perché è la prima volta che propongo questi lavori, secondo perché non è una tecnica facile da realizzare.
I risultati, come vedete anche voi, sono stati al di là delle aspettative, questo grazie alla disponibilità ed alla bravura dei ragazzi, tutti nessuno escluso.”
Salutiamo il professore con l’impegno di tornare a fotografare i migliori lavori quando saranno finiti.
L’abbiamo fatto: ecco alcuni dei più riusciti…

Bogatinov2   Jovana Bogatinov

Bonato2   Giovanni Bonato

Giurgica    Giulia Giugica  

Pedroni   Ania Pedroni

Zocche   Elena Zocche

Bravi, complimenti!

Laboratorio di calligrammi

Durante la settimana alternativa siamo andati a curiosare nel laboratorio di calligrammi.
I ragazzi del laboratorio ci hanno spiegato che cos’è un calligramma: il “poeta” disegna un oggetto relazionato al tema principale della poesia.
Per esempio, se nella poesia si parla di un castello, le lFIOREettere del testo vengono scritte e disposte in modo da formare l’immagine di un castello

Gli alunni che frequentano il laboratorio di calligrammi sono 19, prevalentemente di 3 media. Il lavoro consiste nel rappresentare delle poesie sotto forma di disegno. Questo laboratorio richiede al partecipante tanta fantasia ed una buona abilità nel disegno.
La maggior difficoltà è nell’avere l’ispirazione creativa.

Alcune immagini in lavorazione:

DIS.2

 

 

 

 

 

 

DIS.3

 

 

 

 

 

 

DIS.1

 

 

 

 

 

 

Il laboratorio è gestito dai professori:
Silvia Bicego
Diego Carestiato
Roberto Cogo
Rosa Paola Rossi

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Matilde Sartore
Alessia Nicol Zanella
Filippo Reghellin

Laboratorio di deutsch

In questo articolo si parlerà del laboratorio di tedesco, o per meglio dire, di deutsch.
La classe è formata da 18 alunni; la maggior parte frequentano la terza media, un quarto la prima e uIMG_4140n paio di ragazzi la seconda.
8 alunni sono stati inseriti in questo gruppo anche se non era nelle loro preferenze, mentre a 10 ragazzi è stata rispettata la loro scelta.
Il laboratorio di tedesco è diviso in due parti: una parte consiste nel approfondire la lingua, con ragazzi che già la studiano, le attività quindi sono diverse rispetto a quelle dedicate agli alunni che non hanno esperienze con il tedesco e che danno per la prima volta un approccio alla lingua, in modo divertente e creativo.
La prof.ssa Silvia Reale, esplosiva come sempre, ha un modo tutto particolare di trasmettere le sue conoscenze ai i ragazzi con canzoni in tedesco, scenette, sfide e premi per incitare gli alunni a partecipare alla lezione.
Questa attività è piaciuta molto alla classe, comprese le persone che sono state inserite nel laboratorio senza che fosse nelle loro preferenze tanto che tutti i ragazzi lo sceglierebbero nuovameca3nte.

Laboratorio di Singing

Siamo andati al laboratorio di singing gestito dal prof. Cogo, dalla profe.ssa Fanchin e dalla prof.ssa Pietrobelli.

Il laboratorio di Singing, è frequentato da 17 ragazzi, prevalentemente di 1° e 3° media.

Cioò che si fa qui  è cantare canzoni in inglese come ad  esempio Redemption di Bob Marley. 

BOB MARLEYSINGING BOB MARLEY

Il prodotto finale, sarà un video dove gli alunni insieme ai professori interpretano tali canzoni .

Per gli alunni le maggiori difficoltà sono state l’imparare il testo ed affinare la pronuncia.

Questo laboratorio richiede come abilità principali una buona conoscenza dell’inglese, accettare di farsi coinvolgere e superare la timidezza

Alla domanda se le scelte dei laboratori preferiti e richiesti sono state rispettate molti ragazzi hanno risposto di no.
Pazienza, è stata una bella esperienza anche questa.

Matilde Sartore
Alessia Nicol Zanella
Filippo Reghellin

Laboratorio di microscopia

Siamo andati a visitare il laboratorio di microscopia dedicato esclusivamente ai ragazzi di prima media.
I professori che lo gestiscono con passione sono la prof.ssa Polato e il prof. Pitronacci.
Partecipano una ventina di ragazzi entusiasti di affrontare le scienze in modo pratico, diverso dallo studio sui libri e in compagnia.
Per quasi tutti i ragazzi è stata rispettata la scelta iniziale e sono tutti contenti di poterlo frequentare.
È stato possibile osservare attraverso i microscopi le cellule della cipolla, del radicchio e della patata.
Le abilità necessarie per affrontare questa esperienza sono la pazienza, la calma e la curiosità.
Le difficoltà consistono nell’acquisire ed usare termini appropriati (non troppo difficili) e operare con cura e precisione.

Anna Zocca
Giulio Penzo
Filippo Conforto

I segreti dei legnetti

Per la settimana alternativa è stato organizzato  un laboratorio di FALEGNAMERIA, seguito dai professori Stefani Francesco e Ronda Franco.

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Il Prof. Stefani al lavoro

In questi giorni abbiamo intervistato questi apprendisti falegnami e i professori, ponendogli alcune domande:

 Ai prof. Ronda e Stefani:

Perché avete deciso di organizzare questo laboratorio?

Stefani: Perché mi è sempre piaciuto proporre attività operative, lo faccio anche   nella   mia materia. Dato che insegno da molto tempo, ho esperienza in questo settore.

Ronda: L’ambiente del legno e i laboratori in generale mi piacciono e ho avuto l’opportunità di fare delle esperienze in questo campo.

Ai ragazzi:

Qual è la difficoltà che si è rivelata più grande in questo laboratorio?

Finora nessuna grazie ai professori che si sono rivelati capaci di spiegarci il lavoro da svolgere.

A cosa stai lavorando?

Stiamo realizzando un dinosauro in legno a incastri per poi costruire un villaggio della preistoria.

 SONDAGGIO: Ti piacerebbe che l’anno prossimo venisse riproposto?     Il 100% dei ragazzi frequentanti il laboratorio ha risposto di sì!

Zanconato  Alice, Lanzi Marta, Stefanini Alessia

EAT HEALTHY AND BE HAPPY

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Prof.ssa Loredana Circi

Durante la settimana alternativa c’è stato un laboratorio molto interessante, ED.ALIMENTARE, così noi aspiranti giornalisti abbiamo intervistato una delle ideatrici cioè la prof.ssa Loredana Circi.

Riportiamo il testo di questa interessante  intervista.

Professoressa, da quanto tempo si occupa di alimentazione?

Io mi occupo di alimentazione da circa 15 anni.

In vista dell’ EXPO ’15 , perché ritiene che un alimentazione sana ed equilibrata sia importante ?

Non sempre si mangia in salute  e dobbiamo far capire alla nuova generazione che mangiare sano fin da piccoli (o fin dall’adolescenza) vuol dire star bene e garantire un futuro in salute da adulti.

Per una buona  crescita degli adolescenti quale pensa sia l’alimentazione più adatta ?

C’è bisogno di un’alimentazione completa che contenga tutti i nutrienti e poi un alimentazione che sia scandita nel corso della giornata  in base agli impegni dei ragazzi, come impegni scolastici, lavorativi e soprattutto di educazione fisica.  Bisogna lavorare su una alimentazione funzionale.

Può dare un consiglio a noi ragazzi che amiamo tanto , purtroppo, mangiare hamburger e bere bevande zuccherate ?

Primo  non bere bevande zuccherate, ossia di evitarle il più possibile; nessuno deve escludere una patatina o una bibita gasata, basta che questa sia limitata. Bisogna anche nutrirsi con alimenti base della dieta mediterranea, quindi carboidrati complessi come frutta , verdura fresca e di stagione , pesce e poca carne .

Giovanni Trentin ,Giovanni Chemello,  Nicola Fina

 

Laboratorio di Disegno con i bottoni

Disegno con i bottoni, quale esempio di manualità, pazienza, voglia di fare; tutto questo si svolge in aula 37 con uno squadrone di alunni.
Capo assoluto la professoressa Zancanaro alla quale abbiamo rivolto qualche domanda.

g4-1Ecco l’intervista:

-Perché ha deciso di proporre questo laboratorio?

‘’Beh, perché credo che, ormai, l’importantissimo lavoro manuale sia quasi scomparso nei giovani e il vedere che riescono a creare qualcosa manualmente li (e mi) stimola molto.’’

-E lei cosa pensa che li aiuterà ad apprendere?

‘’Io credo che, finito questo laboratorio, i ragazzi impareranno l’importanza di lavorare con cura e precisione.’’

-Cosa possono creare?

g4-2‘’Di tutto: dalle custodie per apparecchi elettronici a semplici disegni o orecchini’’

-Da dove arriva il materiale?

‘Sono stata fortunata perché molti bottoni me li ha regalati una mia amica, ma la maggior parte li hanno portati i ragazzi.’’

-Quali sono le difficoltà del laboratorio?

‘’Beh, sicuramente la precisione è la maggiore difficoltà, ma ce ne sono molte altre come la calma e la capacità di capire che le cose non vengono immediatamente bene e quindi di non scoraggiarsi.’’

-Quanti alunni o gruppi ha lei?

‘’Io ho tre gruppi: il primo (quello che abbiamo intervistato e visto all’ opera) è di undici persone; il secondo è di nove persone e l’ultimo, ma non ultimo è di addirittura ventuno persone (gli alunni sono solo di prima e di seconda).’’

-Ma personalmente cosa le ricorda il disegno con i bottoni?

‘’A me fa venire in mente il periodo di quando frequentavo le scuole medie perché è li che ho imparato a cucire e di conseguenza ad usare i bottoni!’’

g4-3Complimenti, professoressa, a presto!

 

 

 

Pietro Luccarda
Andrea Bortolamei
Elia
Marcazzani

 

Laboratorio di Comics

Comics è un laboratorio creativo di fumetto in lingua inglese (Parola Disegnata).

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I professori che hanno creato questo laboratorio sono la prof. Alessandra Fanchin e il prof. Lorenzo Di Domenicantonio.

Fanno parte del laboratorio ragazzi appartenenti sia alle prime, che alle seconde che alle  terze. Il prodotto finale di questo laboratorio prevede di  creare un fumetto in inglese.  Tenuto conto delle varie difficoltà del laboratorio i ragazzi di prima e seconda realizzeranno il fumetto e i ragazzi di terza si occuperanno del testo in lingua inglese. I ragazzi lavoreranno su indicazioni ben precise date dai loro insegnanti.

Le particolari abilità richieste ai ragazzi che frequentano il laboratorio sono buone capacità nel disegno e una buona conoscenza della lingua inglese scritta e parlata.

 Paola Tecla Marastoni
Anela Islamoska
Ermon Serifoski